Rodin e la scultura in marmo “Mano di Dio”, opera innovativa
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Rodin nel suo laboratorio

Rodin e la scultura in marmo “Mano di Dio”

In vista delle festività natalizie e dell’arrivo del nuovo anno, ho scelto di parlare dell’opera in marmo “Mano di Dio” creata dallo scultore Auguste Rodin. L’ispirazione mi è venuta domenica scorsa visitando la mostra “Incontro e abbraccio nella scultura del Novecento da Rodin a Mitoraj” a Padova.

Scultura in marmo La mano di Dio Rodin

La mano di Dio (1896-1902), marmo

La scultura di Auguste Rodin “La mano di Dio”

“La mano di Dio” è una scultura in marmo e rappresenta la Creazione di Adamo ed Eva.
È un’opera alta circa 80 cm, creata da Auguste Rodin tra il 1896 e il 1902. È esposta a Parigi nel Musée Rodin.

Per la formazione cristiana ricevuta in famiglia, l’artista si è ispirato alla rappresentazione biblica dell’evento. Da un blocco di marmo appena sbozzato emerge una grande mano che rappresenta quella del Creatore mentre plasma e sorregge le due piccole figure di Adamo e Eva. Queste ultime, raccolte in un abbraccio avvolgente, sembrano prendere vita e staccarsi dalla materia. Rodin ha riprodotto nel marmo il calco della propria mano: la mano che modella è addirittura lo strumento della creazione per eccellenza.

Scultura in marmo La mano di Dio Rodin

La mano di Dio (1896-1902), marmo

I due corpi rappresentano la corporeità, l’unicità, la distinzione del genere e la conseguente complementarietà. L’essere raccolti nella mano di Dio simboleggia la fragilità degli esseri umani legati direttamente alla sua volontà.
In alcuni punti c’è il segno degli attrezzi: nel basamento sono rimasti i buchi creati dallo scalpello, mentre sul capo e sulla schiena di Adamo si vedono le tracce degli strumenti di lavoro. Lasciare una parte dell’opera incompiuta e grezza era la firma di Rodin.

Scultura in marmo La mano di Dio Rodin

La mano di Dio (1896-1902), marmo

Chi è Auguste Rodin?

François-Auguste-René Rodin è stato uno scultore e pittore francese; nato a Parigi il 12 novembre 1840 e morto a Meudon il 17 novembre 1917.
Con il suo stile innovativo ha rivoluzionato il mondo della scultura moderna.
Ha fatto studi tradizionali e ha avuto un approccio umile al lavoro, simile a quello di un artigiano. Ha desiderato a lungo il riconoscimento da parte del mondo accademico, ma non è mai stato accettato dalle più importanti scuole d’arte parigine: è stato respinto per ben tre volte dalla Scuola Superiore di Belle Arti. Solo dopo i 40 anni, ha incontrato maggiormente il favore sia del governo sia della comunità artistica che gli commissionarono importanti opere e monumenti. Ha iniziato così a frequentare molti artisti e intellettuali di alto profilo e a essere apprezzato in tutto il mondo.
In più di cinquant’anni di carriera ha creato migliaia di busti, figure intere e abbozzi. Ha lasciato il suo studio e i diritti di fusione allo stato francese che ha adottato una serie di leggi per limitare la riproduzione di copie in bronzo e la diffusione dei falsi. Dopo la sua morte, le sculture soffrirono un breve declino di popolarità, ma in poco tempo la reputazione e l’eredità artistica tornarono a consolidarsi. All’inizio del XX secolo era già considerato uno dei più grandi scultori della sua epoca: il “Michelangelo” francese della scultura contemporanea; il suo stile era infatti ispirato a quello del famoso artista italiano.

Tecnica artistica e stile scultoreo di Rodin

Rodin era un naturalista, la sua grande originalità consisteva nel modellare le figure umane esaltando le emozioni attraverso la forza espressiva, la fisicità e la materialità dell’individuo.

Scultura di Rodin Il pensatore in bronzo

Il pensatore (1880), bronzo

È stato prima di tutto un grande disegnatore; disegnava sempre e ovunque. Era consapevole delle polemiche che i suoi lavori suscitavano, ma rifiutò di cambiare stile. Molte delle sue opere più famose furono diffusamente criticate in quanto si scontravano con la tradizione scultorea figurativa dominante nella quale le opere dovevano essere soprattutto decorative e stereotipate.
Rodin ha cercato di liberare la scultura dalla ripetizione di canoni stabiliti, ponendo le basi per nuove sperimentazioni. Si esprimeva principalmente plasmando la creta in particolare con il pollice. Creava dei rapidi bozzetti con superfici complesse, vigorose e profonde che venivano rifiniti successivamente, stampati in gesso ed infine fusi in bronzo o scolpiti nel marmo. In molte opere, accostava parti ben definite con parti appena sbozzate e volutamente incompiute. Interpretava le emozioni del soggetto attraverso i dettagli, le superfici lavorate ed i giochi di ombre.
La sua popolarità è rappresentata dalle opere che esprimono l’emozione di uomini e donne comuni. Le sue opere “Il bacio” e “Il pensatore” sono diffusamente utilizzate come simboli dell’emozione e della personalità umana.

Rodin voleva portare ciò che è grezzo ad essere bello ed elegante.

A chi gli chiedeva come riuscisse a creare le sue statue, rispondeva:

«Scelgo un blocco di marmo e tolgo tutto quello che non mi serve!»

La mostra “Incontro e abbraccio nella scultura del Novecento da Rodin a Mitoraj”

Mostra "incontro e abbraccio" a Padova

Mostra “incontro e abbraccio”, Padova

Questa è una mostra molto interessante, aperta dal 16 novembre 2019 al 9 febbraio 2020, presso il Palazzo del Monte di Pietà a Padova. È curata da Alfonso Pluchinotta, medico e storico della medicina con una speciale attenzione al corpo come linguaggio e alla mano come strumento creativo.
L’esposizione segue un percorso tematico da Rodin allo scultore polacco Mitoraj e ripercorre anche lo sviluppo nel Novecento delle diverse tecniche nella scultura di materiali differenti come: marmo, arenaria, bronzo, ferro, legno, terracotta, ceramica, vetro e gesso.
Le opere suscitano profonde riflessioni sui sentimenti dell’uomo, sui valori, sulla fragilità, sulle capacità di ripresa e di aiuto. Raccontano la sofferenza fisica ed emotiva, il senso di appartenenza, di paura, di abbandono, di affetto e di amore.

All’ingresso troverai anche un bel libro sulla rappresentazione scultorea dei sentimenti umani con la descrizione di tutte le opere esposte, ne consiglio l’acquisto per un regalo speciale!

Come diceva la poetessa ungherese Amy Károlyi:

«Chi mi ha lasciato in eredità questo ponte sensibile, che dalla solitudine mi conduce a te? Un suo pilastro è il mio palmo, l’altro è la tua mano.»

 

Con questa citazione, ti auguro tanti incontri, abbracci e ponti per unire!
Buone Natale e buone feste!

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