Uova di marmo e materiali preziosi: un’antica tradizione
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Uova di marmo e materiali preziosi: un’antica tradizione

Fin dalla notte dei tempi, l’uovo è fonte d’ispirazione per filosofi e artisti nella creazione di sculture, quadri e gioielli. È un simbolo di vita e di rinascita. La tradizione prevede il dono e lo scambio di uova vere di gallina, in marmo, in materiali e pietre preziose, decorate o intagliate e, in tempi recenti, anche di cioccolato per augurare prosperità.

Le nostre uova di marmo

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Opere da collezione in esemplare unico. Edizione limitata!

Per mantenere viva la tradizione, abbiamo creato uova fatte a mano in variopinti marmi pregiati!
Opere curate nella selezione della materia prima, nella lavorazione artigianale e nella lucidatura a mano per esaltare la colorazione naturale. Marmi con venature, intrusioni e sfumature di colore che rendono esclusivo ogni uovo.

Marmi pregiati: Bardiglio nuvolato, Bianco Statuarietto, Black & Gold, Breccia Rouge de Rance, Emperador Dark, Giallo Siena chiaro, Giallo Siena scuro, Nero Marquina, Nero Saint Laurent, Rosso Imperiale, Rosso Levanto, Verde Alpi, Verde Issogne, Breccia Salomè

  • MINOR: lunghezza 16 x diametro 12,4 cm – peso da 3,3 a 3,5 kg
  • MAIOR: lunghezza 20 x diametro 14,2 cm – peso da 5,2 a 5,7 kg
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“Vita” – Opera di Stefano Facchini, Arte 2000. Marmo Statuario e Onice Miele

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“Vita interrotta” – opera di Stefano Facchini, Arte 2000. Marmo Statuario, Onice Miele e Giallo Siena

L’uovo nella mitologia

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Enfant géopolitique observant la naissance de l’Homme nouveau – Salvador Dalì

L’uovo cosmico era un elemento mitologico usato dalle civiltà antiche per raccontare il mistero della creazione dell’universo; rappresentava l’unità primordiale di due metà raffiguranti il cielo e la terra. Gli antichi egizi lo consideravano addirittura il fulcro dei quattro elementi: aria, acqua, fuoco e terra. L’uovo, con la sua forma perfetta, senza spigoli, senza un principio e senza una fine, era anche un simbolo sacro molto usato per rappresentare la vita, la rinascita, la fecondità e la risurrezione.
Il simbolismo è dovuto alla funzione di conservare e assicurare la permanenza della vita al suo interno che, anche nella forma, richiama il grembo materno.

Antico simbolo della rinascita primaverile

L’usanza di regalare uova per celebrare l’inizio della primavera era molto diffusa nell’antichità; fu tramandata, già 4000 anni fa, dai persiani, poi dagli egizi e dai greci. In occasione di festività e cerimonie primaverili, si scambiavano le uova con riti per la vita, la fecondità e la rinascita della natura. I Romani usavano colorarle di rosso e sotterrarle nei campi, per propiziarsi la fertilità e l’abbondanza del raccolto.

Il cristianesimo rielabora la simbologia dell’uovo

Con l’avvento del cristianesimo, l’uovo, somigliante a un sasso e apparentemente privo di vita, viene associato al sepolcro in pietra nel quale era sepolto Gesù: entrambi contengono una vita pronta a nascere e uscire. Come il pulcino nasce ed esce dal guscio dell’uovo, così Cristo era risorto e uscito dal sepolcro. L’uovo diventa quindi simbolo di passaggio dalla morte a una nuova vita e di speranza nella futura resurrezione dei credenti. Il simbolismo è stato rafforzato dall’obbligo di astinenza dalle carni durante la Quaresima, fino al XX secolo erano proibite anche le uova e i latticini. Gli allevatori si trovavano quindi con uova che non potevano né mangiare né vendere; così iniziò a diffondersi l’usanza di bollirle per renderle sode, dipingerle con colori e simboli sacri e portarle in Chiesa per la benedizione. Attualmente è il simbolo per eccellenza della Pasqua.

La simbologia nell’arte cristiana

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Pala Montefeltro – Piero della Francesca

L’uovo è spesso raffigurato nei dipinti e nelle sculture sacre come segno di vita, di nascita e di resurrezione. È presente nel catino absidale delle chiese o posto in mano alla Madonna e a Maria Maddalena. Nelle catacombe romane sono state trovate uova di marmo.

Il coniglio con le uova: simbolo di prosperità

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Ostara – Johannes Gehrts

Il coniglio pasquale ha avuto origine dalla festività germanica di Ostara, celebrata ancora oggi dalle religioni pagane moderne il giorno dell’equinozio di primavera. È molto usato come simbolo di rinascita della natura, fertilità e prosperità ed è somigliante a una lepre, per le danze amorose compiute nei prati all’inizio della bella stagione e per la prolificità nel riprodursi. Ostara, chiamata anche Eastre ed Eostar, ha preso il nome dalla divinità Eostre, legata alla fertilità del terreno e all’abbondanza del raccolto, il cui animale sacro era proprio la lepre. La leggenda racconta che un giorno un coniglietto, per piacere alla dea, lasciò in giro uova colorate; la dea lo apprezzò talmente tanto che gli chiese di andare in giro per il mondo a ripetere il gesto. Con l’avvento del Cristianesimo, questo rito pagano è stato assimilato alla Pasqua, ricorrente nello stesso periodo e ha dato origine ai termini Easter in inglese e Ostern in tedesco che significano Pasqua. Il coniglietto, che porta in dono le uova o le nasconde nei giardini per farle trovare ai bambini, è diventato così simbolo pasquale.

Da simbolo religioso a dono prezioso

Durante il Medioevo si usava regalare ai bambini e alla servitù le uova sode decorate per festeggiare la Resurrezione. La tradizione sembra risalga al 1176, quando l’abate imperiale dell’Abbazia di Saint-Germain-des-Prés donò a Luigi VII re di Francia, al rientro dopo una crociata, una gran quantità di prodotti provenienti dalla campagna tra cui tante uova di gallina che furono poi dipinte e distribuite tra il popolo. Nei secoli successivi, i nobili rivolsero l’attenzione a preziose opere artistiche in platino, oro, argento, pietre e materiali pregiati. Nel XIV secolo, Edoardo I, re d’Inghilterra, commissionò addirittura 450 uova rivestite e decorate d’oro da donare in occasione della Pasqua. L’usanza di inserire una sorpresa all’interno risale invece al XVI secolo, quando a Francesco I re di Francia, venne offerto un guscio d’uovo contenente un’incisione in legno raffigurante la Passione del Cristo.

Uova di Fabergé: un tesoro di fama mondiale

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Uovo imperiale – Fabergé

Il primo lussuoso uovo è stato ideato e creato dall’orafo russo Peter Carl Fabergé nel 1885. Lo zar Alessandro III di Russia lo aveva incaricato di realizzare, come sorpresa per Pasqua, un gioiello speciale per la moglie Maria Fyodorovna. Fabergé creò un uovo smaltato di bianco: all’interno c’era un uovo d’oro che conteneva una gallinella colorata con una copia in miniatura della corona imperiale, quest’ultima custodiva all’interno un piccolo ovetto di rubino. La zarina ne fu entusiasta; lo zar lo nominò quindi “gioielliere di corte” e lo incaricò di creare ogni anno un’opera esclusiva. Fra il 1885 e il 1917 furono realizzate 52 uova imperiali pasquali considerate opere d’alta gioielleria, in oro, pietre preziose e metalli pregiati. La fama del primo uovo di Fabergé contribuì a diffondere la tradizione dell’uovo con sorpresa.

Uovo di cioccolato: una recente versione dell’uovo di Pasqua

All’inizio del Settecento, Luigi XIV re di Francia, conosciuto come Re Sole, fece realizzare allo chef di corte il primo uovo di cioccolato. Nel corso del Diciottesimo e del Diciannovesimo secolo, la tradizione dell’uovo pasquale perse il legame con la religione. Nel 1875, l’azienda dolciaria inglese Cadbury creò il primo uovo di cioccolato con sorpresa all’interno e avviò la produzione in serie. La presenza di una sorpresa all’interno, aumentò talmente tanto la richiesta da parte dei bambini con conseguente incremento della commercializzazione e necessità di una produzione industriale.
Anche per le uova di cioccolato, la lavorazione artigianale rimane comunque un valore aggiunto.

“È nato prima l’uovo o la gallina?”

 

È uno dei paradossi più famosi, riassume la difficoltà dell’uomo nel comprendere l’origine della propria esistenza. La bellezza dell’uovo risiede anche in questo grande mistero.
Ndr

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