Pietra d’istria: una roccia usata anche dagli antichi romani
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altare con angioletti in pietra d'Istria

Pietra d’istria: una roccia usata già dagli antichi romani

La pietra d’Istria è una roccia sedimentaria calcarea di scogliera e proviene dall’omonima penisola nel mar Adriatico che delimita a est la regione geografica italiana. È conosciuta anche come pietra di Orsera. È compatta e poco porosa, impedisce quindi la risalita dell’umidità e resiste molto alla corrosione salina. Come la maggior parte delle rocce calcaree, è sensibile alle aggressioni chimiche: in particolare all’anidride solforosa contenuta nell’aria inquinata e alle conseguenti piogge acide che provocano il deterioramento della superficie.
È stata una delle pietre più usate a Venezia per costruire splendidi monumenti e meravigliosi palazzi capaci di sopportare il continuo contatto con l’acqua del mare.

Foto in copertina: Altorilievo per altare in pietra d’Istria con intarsi – opera di Arte 2000

Un’antica pietra esportata oltremare

La pietra d’Istria viene cavata da oltre duemila anni, era ben nota già all’epoca romana.
Il più antico monumento in Pietra d’Istria, costruito nel I secolo d.C., è l’Arena della città di Pola in Croazia.
Nel 1669 l’attività estrattiva e distributiva raggiunse livelli quasi industriali e, dopo un periodo di regressione, riprese vigore. Studiosi e funzionari veneziani, testimoni dei tempi e luoghi istriani, hanno menzionato soprattutto le cave di Brioni, Rovigno e Orsera. La regione istriana non è diventata famosa per l’arte scultorea bensì per la grande quantità di pietra disponibile e la conseguente intensa esportazione, avvenuta durante il Medioevo e i tempi moderni, verso le grandi metropoli d’oltremare, in particolare Venezia. È stata infatti una delle pietre più usate a Venezia per costruire splendidi monumenti e meravigliosi palazzi capaci di sopportare il continuo contatto con l’acqua del mare. La maggior parte della produzione viene esportata ancor oggi in Italia.

Area cave

Croazia, nella regione istriana: in particolare a Orsera, Rovigno, Parenzo e Pola; recentemente anche a Canfanaro, Pinguente e Pisino

Reperibilità

Limitata. Le cave si stanno esaurendo e diventa sempre più difficile trovare materiale di 1° scelta

Colore

Appena estratta ha una colorazione che va dall’avorio al grigio perla con lievi sfumature beige scuro, rosa pallido o verde chiaro. Con l’esposizione agli agenti atmosferici assume un colore uniforme grigio pallido. Con il passare del tempo, imbianca per effetto della rideposizione superficiale di calcite, sciolta da acque di dilavamento, e dei recenti fenomeni di solfatazione.

Pietra d'Istria - dettaglio

Pietra d’Istria – dettaglio

Utilizzo

È indicata per opere ornamentali per ambienti classici e rustici, sia interni sia esterni: fontane, caminetti, pavimenti, scale, rivestimenti, colonne, balaustre, portali, cornici, sculture. È adatta a ogni tipologia di finitura; si presta molto bene alla nostra speciale finitura anticata con effetto “consumato dal tempo”.

Le nostre opere

vaso scolpito a mano in pietra d'Istria

Vaso scolpito a mano in pietra d’Istria – opera di Arte 2000

Vasca per fontana in pietra Istria anticata

Vasca per fontana in pietra d’Istria anticata – opera di Arte 2000

Scultura delfino in pietra d'Istria

Scultura delfino in pietra d’Istria – opera di Arte 2000

Scultura leone seduto in pietra d'Istria anticata

Scultura leone seduto in pietra d’Istria anticata – opera di Arte 2000

Angioletto in pietra d'Istria anticata

Angioletto in pietra d’Istria anticata – opera di Arte 2000

Il marmo Giallo d’Istria

Le pietre d’Istria vengono sempre classificate in base alla solidità e all’aspetto. Il marmo Giallo d’Istria è un calcare proveniente dalla penisola istriana. Ha un colore di fondo variabile tra giallo, beige e nocciola chiaro con la caratteristica presenza di macchie scure, più o meno omogenee. In base alla tipologia di macchie e alla tonalità di fondo viene classificato in “corsi” (I, II, III, IV) con reperibilità e costi differenti. È molto usato nell’edilizia sia per interni sia per esterni. È sano e resistente alle basse temperature, ma meno della Pietra d’Istria.
La pietra d’Istria e il marmo Giallo Istria sono quindi due materiali distinti, con proprietà differenti e non vanno confusi tra loro.

Scuola di scultura internazionale nella ex-cava di Montraker a Orsera

Ogni anno sul finire dell’estate, la cava abbandonata di Montraker a Orsera si rianima con un corso estivo di scultura all’aperto. La scuola, fondata nel 1991 e diventata internazionale nel 1993, è frequentata da studenti laureandi delle Accademie delle Belle Arti croate ed estere. Sotto la guida di maestri scultori, gli allievi imparano a conoscere la pietra, a usare le tecniche di lavorazione e, ispirati dalla magia di un luogo ricco di storia, creano fantastiche opere. I manufatti vengono poi esposti nei luoghi pubblici, lungo la riva del mare e nei parchi cittadini.

Stefano Facchini è molto affezionato a questa pietra e ammette che:

«Parlare dell’Istria e delle sue pietre mi fa tornare indietro nel tempo, risvegliando con nostalgia tanti ricordi. Mio nonno paterno, di origine istriana, era proprietario di una cava di pietra a Santo Stefano, lungo la vallata del fiume Quieto nel cuore dell’Istria; ha abbandonato tutto per colpa della guerra. Anche la mia vita è stata segnata! Ho un profondo legame con questa terra e la pietra d’Istria, che è parte di essa, dà voce alla mia passione!»

Questo articolo contiene informazioni generali. Per domande o curiosità lascia un commento qui sotto.

2 Comments
  • Artemio Favotto

    26 novembre 2019 at 13:23 Rispondi

    Lasciare la terra avita penso non sia facile, in particolare perché ti hanno “rubato” la tradizione di famiglia. Per fortuna siete stati cosi bravi a ricominciare, con successo, in Veneto.
    Un caro saluto.
    A. Favotto

    • Stefano Facchini

      26 novembre 2019 at 18:32 Rispondi

      La ringrazio tanto Sig. Favotto per il bel messaggio e per aver scelto e apprezzato sempre il nostro lavoro!
      Eh sì, tante tradizioni istriane che si tramandavano da secoli sono andate perdute. In Istria, c’era la convivenza civile tra l’entroterra (slavo) e la fascia costiera (italiana), anche se la cultura della Serenissima era ancorata a tradizioni molto più antiche. Purtroppo, nel secolo scorso, tutto è stato stravolto dalle due guerre e dalle due dittature. Oggi impera il consumismo e la bellezza di quei luoghi, soprattutto lungo la costa, è in pericolo. Le tradizioni istriane si vivono solo in famiglia, ad esempio il cenone della Vigilia di Natale, per gli istriani, è il momento di ritrovo più importante, si ringrazia il Signore per l’anno appena passato e si attende la sua nascita come auspicio per un futuro migliore. Io continuo a portare avanti la tradizione in Veneto.

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