La pietra Istria in Italia patrimonio artistico di monumenti
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La pietra d’Istria in Italia: patrimonio artistico di monumenti e sculture

La pietra d’Istria ha avuto un grande successo in Italia, soprattutto a Venezia. È stata molto usata, nell’architettura e nelle opere strutturali e artistiche, sia per la qualità cromatica sia per le caratteristiche tecniche. In epoca antica, medievale e moderna sono stati costruiti maestosi monumenti, palazzi storici, chiese, ponti, canali e pozzi. È possibile ammirare la bellezza di imponenti e straordinarie opere artistiche in pietra d’Istria, in particolare nei territori della Repubblica veneziana. Purtroppo molte sculture sono state rubate o distrutte dalle spoliazioni napoleoniche.

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Scala dei Giganti del Palazzo Ducale a Venezia in Pietra d’Istria

Monumenti, opere d’arte e sculture in pietra d’Istria a Venezia

La pietra d’Istria segna la bellezza di una tra le più importanti città d’arte italiane: Venezia.
Tra i grandiosi monumenti e i famosi palazzi storici, costruiti durante il periodo della Serenissima, possiamo ammirare:

  • Palazzo Ducale
  • Porta della Carta
  • Scala dei Giganti
  • Ponte dei Sospiri
  • Ponte di Rialto
  • Ponte degli Scalzi
  • Palazzo Grassi
  • Palazzo Malipiero Trevisan
  • Palazzo Grimani Marcello
  • Chiesa del Redentore
  • Chiesa della Salute
  • Chiesa dei Miracoli
  • Scuola Grande di San Marco
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Porta della Carta a Venezia in Pietra d’Istria

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Dettaglio di un capitello del Palazzo Ducale in pietra d’Istria

Sulle facciate dei palazzi troviamo le caratteristiche sculture medievali, che contraddistinguono le calli veneziane, come le patere, le formelle, i bassorilievi araldici e i leoni marciani. Il primo leone alato in pietra d’Istria è stato scolpito all’inizio del 1300.
Nei campi e nelle corti veneziane possiamo ammirare i tipici pozzi e le vere da pozzo, noi ne abbiamo realizzati di tante tipologie ispirandoci proprio ai pozzi veneziani.

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Ponte dei sospiri a Venezia in Pietra d’Istria

La bellezza dei monumenti italiani in pietra d’Istria

Tra i monumenti più conosciuti e le sculture più antiche presenti nelle altre città italiane, troviamo:

  • a Ravenna: il Mausoleo di Teodorico, la cui cupola è formata da un monolite, estratto nel 520 d.C. e trasportato via mare, dal diametro di quasi 11 metri e un peso di circa 230 tonnellate
  • a Trieste: il castello di Miramare e il recente Faro della Vittoria ultimato nel 1927
  • ad Ancona: il Santuario della Santa Casa di Loreto costruito dal Vanvitelli durante il XVIII secolo
  • a Bologna: le sculture di Porta Magna della Basilica di San Petronio e chiesa di San Giacomo
  • a Padova: la Porta Ognissanti sul porto fluviale del Portello e Palazzo del Capitanio
  • a Cesena: la fontana Masini
  • a Recanati: il portale della Chiesa di Sant’Agostino
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Basilica della Santa Casa di Loreto in Pietra d’Istria

Tra i grandi scultori, che hanno usato questa famosa roccia istriana, ricordiamo il veneziano Leonardo Tagliapietra e il veronese Antonio Rizzo.
Anche l’architetto Andrea Palladio l’ha usata per decorare i giardini delle ville venete e rivestire le chiese di Venezia.

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Castello di Miramare in Pietra d’Istria

John Ruskin ammira e racconta le pietre di Venezia

L’inglese John Ruskin (1819-1900) è stato un pittore, scrittore, poeta e critico d’arte importante nel campo artistico internazionale. Era un esteta, un appassionato dell’attività creativa e artistica e un sostenitore dell’artigianato gotico dove l’uomo era libero di esprimersi. Voleva difendere la bellezza eterna e l’unicità della città lagunare, alla quale era fortemente legato, ma allo stesso tempo raccontare la fragilità e la decadenza culturale, civile e artistica della modernità. Ha così dedicato un appassionante libro alle pietre usate per costruire Venezia, tra le quali la pietra d’Istria, diventato poi uno dei saggi più affascinanti sull’arte, sulla letteratura e sulla filosofia dell’architettura. Nel libro afferma:

“… si leggano le sculture. […] la critica dell’edificio sarà condotta come quella di un libro; dipenderà cioè dalla sapienza, dalla sensibilità e non poco dalla buona volontà e dalla perseveranza del lettore, se, perfino nel caso delle migliori opere, ne percepirà la grandezza o ne avvertirà soltanto la capacità d’intrattenimento.”

John Ruskin, Le pietre di Venezia, trad.it Attilio Brilli, Mondadori, 2000, p.131 (ed. orig. The Stones of Venice, Moyer Bell Ltd, Regno Unito 1853)

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